HOME > SERVIZI DISABILI
Dipartimento Disabili
Dipartimento disabili: struttura e servizi

Il Dipartimento Disabili di Fondazione Sospiro è composto da diverse strutture che si sviluppano da un nucleo di edifici storici, integrati con recenti costruzioni funzionali immerse in ampie aree verdi.
Il Dipartimento Disabili offre servizi residenziali a 408 persone, attraverso 11 nuclei abitativi composti prevalentemente da strutture RSD, oltre che da strutture IDR (Istituti di riabilitazione) e CSS (Comunità sociosanitaria). La RSD è una residenza sanitaria per persone disabili, come indicato dalla normativa della regione Lombardia e dal Sistema Sanitario Nazionale, con età inferiore ai 65 anni, non assistibili a domicilio, con disabilità fisica, psichica, sensoriale, dipendenti da qualsiasi causa misurata dalle schede individuali disabili SIDi. Nelle RSD, in coerenza alle caratteristiche dei bisogni individuali, vengono pertanto garantite ai disabili prestazioni integrate di tipo psicoeducativo, sanitario, riabilitativo, di mantenimento, e di supporto socio-assistenziale.


I principi

Il Dipartimento Disabili utilizza il modello scientifico della Qualità della vita attraverso l’intervento multidisciplinare (psicoeducativo, sanitario, socio-relazionale), secondo i parametri e i protocolli indicati dall’American Association on Mental Retardation (l’ente di riferimento a livello internazionale per le disabilità intellettive). Il Dipartimento ha ottenuto una certificazione dall’AAMR in seguito a una formazione specialistica sul “10° Sistema di Classificazione, diagnosi e programmazione dei sostegni”, che sancisce la competenza e l’autorizzazione ad applicare questo modello di valutazione, progettazione e intervento che lavora sui domini di: benessere emozionale, relazioni interpersonali, benessere materiale, sviluppo personale, benessere fisico, autodeterminazione, inclusione sociale, diritti.


Suddivisione dei servizi

Le strutture residenziali offrono servizi che possono essere divisi in base a tre macro aree di intervento nelle quali prevalentemente ci si occupa di:
1.persone con disabilità caratterizzate da buoni livelli complessivi di funzionamento/adattamento;
2.persone con disabilità caratterizzate da difficoltà significative a livello relazionale e comportamentale;
3.persone con disabilità caratterizzate da elevate richieste di tipo assistenziale.
Ognuna delle macroaree è a sua volta organizzata in singole comunità abitative, studiate in modo da creare gradualità nel raggruppare le singole diversità e le affinità interindividuali. Ogni Unità Abitativa è composta tenendo conto dei livelli di autonomia delle persone, dei livelli di funzionamento sanitario attuale e delle difficoltà comportamentali presenti. La scelta di moltiplicare i nuclei residenziali interni persegue il fine di diversificare il lavoro svolto dagli operatori e offrire interventi specifici, in modo da incontrare più efficacemente i bisogni di ciascuna persona disabile. Per facilitare gli interventi abilitativi finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psicologico, emotivo e sociorelazionale; il lavoro specifico di ciascuna Unità Abitativa è permeato sull’autonomia professionale di un coordinatore, sostanziato da un’equipe multidisciplinare composta da: personale ausiliario (OTA, OSS), infermieri, educatori, fisiocinesiterapisti, medici e psicologi.
Gli spazi sono strutturati in modo diverso a seconda delle esigenze dell’Unità abitativa, ma tutte comprendono gli ambienti tipici delle strutture residenziali: ambienti comuni (saloni, sale TV, sale attività, sale da pranzo) e ambienti individuali (bagni e camere da letto). In più sono presenti spazi per il lavoro di progettazione, coordinamento e supervisione da parte degli operatori, e ambienti condivisi dedicati ad attività specifiche: laboratori (informatica, arte, musica, drammatizzazione), attività fisica e fisioterapica. Gli spazi esterni alle Unità abitative prevedono luoghi di ritrovo (parco, giardini, chiesa) e svago (calcetto, concerti, ecc.).


La giornata tipo

La giornata tipica nel Dipartimento disabili è modellata sulla base delle indicazioni del modello di Qualità della vita, e pertanto tende a riprodurre le attività e le routine tipiche della vita nell’ambiente domestico.
La sveglia parte dalle 7 del mattino, quindi vengono attivate le attività di igiene personale, la colazione e successivamente il riordino degli spazi di vita. Già in questo primo momento i bisogni concreti della cura di sé e della gestione dell’ambiente vengono intrecciati con lo sviluppo di autonomie e competenze personali, impostando programmi individualizzati di abilitazione attraverso i principi psicoeducativi cognitivo-comportamentali.
In un secondo momento si avviano le attività di gruppo e individualizzate. In questo caso, a seconda del livello di funzionamento della persona, ogni persona disabile ha una propria agenda di giornata in cui vengono suddivisi momenti di: attività lavorative (o di stampo occupazionali), attività di cura degli ambienti domestici, preparazione delle attività di gruppo, attività ludiche e ricreazionali, attività di tempo libero. L’agenda viene ovviamente intervallata dai pasti e dagli spuntini. Anche su questo aspetto viene data particolare attenzione ad equilibrare le esigenze organiche e nutrizionali, con le condizioni ambientali e funzionali, in quanto lo stato di salute fisico è premessa inderogabile per l’intervento sulle altre aree di benessere psicologico e relazionale.


Come accedere ai servizi del Dipartimento Disabili

Per accedere ai servizi del Dipartimento Disabili, è necessario attivare una richiesta di inserimento (da parte del Comune o dell’ASL) allo sportello unico della Fondazione. Da questo momento si attiverà una procedura interna volta a valutare i reali bisogni della persona disabile e la possibilità della Fondazione di rispondere a questi bisogni. Di seguito vengono riportate le caratteristiche per accedere ai servizi e la sintesi della procedure
1.Idoneità, con uno dei seguenti criteri:
a.diagnosi di disabilità intellettiva ed età inferiore 65 anni
b.doppia diagnosi ed età inferiore 65 anni
c.esiti di trauma cranico ed età inferiore 65 anni
2.Valutazione dell’ammissibilità (equipe multidisciplinare):
a.Sportello unico:
-documentazione amministrativa necessaria all’inserimento
-anamnesi sociale
b.Equipe multidisciplinare di valutazione (referente medico, psicologo/pedagogista, referente d’area)
-interviste strutturate e questionario SIS (Support Intensity Scale)
3.Percorso di inserimento:
a.Ammissibilità immediata:
-individuazione area e servizio
b.Inserimento in lista d’attesa:
-individuazione area
-rivalutazione mensile da parte dello sportello unico
4.Confronto ammissibilità con disponibilità nella lista dei trasferimenti:
-definizione lista trasferimenti compatibili per ognuna delle 3 aree
-valutazione del referente medico con i medici delle unità abitative coinvolte
-valutazione del referente d’area con i coordinatori unità abitative coinvolte
5.Approvazione conclusiva del processo di inserimento/trasferimento da parte dell’equipe multidisciplinare



FORMAZIONE SPORTELLO UNICO LABORATORI
Terapia manuale e tecniche riflesse nel trattamento delle problematiche cervicali
Data attivazione: 13/10/2007 e 27/10/2007
10/07
Fornire ai Fisioterapisti uno strumento di valutazione (terapia manuale), conoscenze specifiche (anatomia palpatoria e fondamenti di Medicina Tradizio ... [Leggi]

Sportello Unico
02/08/2006
Lo Sportello Unico è stato creato per far fronte a qualunque necessità informativa del cittadino e dell'utente, dal momento in cui entra in contatto ... [Leggi]

Laboratorio di Drammaterapia e teatro sociale
“La drammaterapia è una terapia dell’ottimismo; è una terapia dell’adesso e del futuro;
è capace di aiutare le persone ad andare av ... [Leggi]

privacy | credit